Il 1° luglio 2026 il cielo sopra la Val Tanaro era limpido. Nessuna foschia, montagne nitide in fondo alla valle. La fotografia di riferimento di quel giorno è diventata Tanaro II, olio su tela di cotone, 60×80 cm, dipinto con le dita. Il secondo di dodici.
Un mese dopo Tanaro I, lo stesso punto del fiume è un altro posto. “Sono state settimane di caldo forte, il fiume si è abbassato e sono affiorati sassi enormi, che non avevo mai visto”, racconta Keili. “C’è molto più verde che a giugno, dove c’era più blu: l’acqua l’ho spostata dal turchese al verde smeraldo, e tra le pietre sono entrati i bruni e le ocre.”
È il primo confronto vero del progetto. Due quadri, stesso punto, stessa misura, stessa tecnica: a giugno la foschia e i freddi, a luglio i sassi scoperti e i verdi. Chi li guarda uno accanto all’altro vede il mese passare.
Tanaro II si può vedere sulla pagina del dipinto. Il progetto completo: Anno Tanaro.
Sulla tecnica: cos’è il finger painting, storia, tecnica e artisti famosi.


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